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krupnik1503
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maurice merleau-ponty

La visione del pittore non è più sguardo su un di fuori, relazione meramente “fisico ottica” col mondo. Il mondo non è più davanti a lui per rappresentazione: è piuttosto il pittore che nasce nelle cose come per concentrazione e venuta a sé del visibile, e il quadro, infine, può rapportarsi a una qualsiasi cosa empirica solo a condizione di essere innanzitutto “autofigurativo”; può essere spettacolo di qualche cosa solo essendo “spettacolo di niente”, perforando la “pelle delle cose” per mostrare come le cose si fanno cose, e il mondo mondo. Apollinaire diceva che in un poema ci sono frasi che sembrano non essere state create, ma essersi formate. Ed Henri Michaux diveca che a volte i colori di Klee sembrano nati lentamente sulla tela, emanati da un fondo primordiale, “esalati al posto giusto” come una patina o una muffa.

da: l’occhio e lo spirito (se, 1989, tit. or. l’oeil et l’esprit)